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L’attività terminologica e le dinamiche dei cambiamenti sociolinguistici

Giuseppe G. CASTORINA Direttore del Dipartimento di Lingue per le Politiche Pubbliche, membro del Comitato di Presidenza della Facoltà di Scienze Politiche e del Senato Accademico dell’Università di Roma “La Sapienza”. È autore di sei volumi e di oltre trenta saggi nel campo delle scienze linguistiche e letterarie.

I temi dell’internazionalizzazione e dei cambiamenti determinati dallo sviluppo tecnologico e in particolare dalla creazione di internet sono stati esaminati da diversi punti di vista. Nel mio intervento mi soffermerò in particolare sui riflessi di questi fenomeni sull’attività terminologica e sull’importanza di internazionalizzare e di rivisitare i saperi alla luce delle recenti evoluzioni della tecnica e della scienza.
Lo studioso di terminologia si trova oggi a dover conciliare le necessità di destinatari e utenti che da un lato richiedono denominazioni più accessibili e più vicine alla lingua comune, dall’altro avvertono l’esigenza di comunicare in contesti variegati e plurilingui nei quali sono necessarie strutture lessicali e grammaticali comprensibili sul piano internazionale. Qualunque forma di comunicazione generale o specialistica ha bisogno di termini che consentano di rivolgersi ed essere compresi da destinatari di una varietà di lingue e culture. L’attenzione a tale tipologia di destinatari e di utenti della comunicazione implica anche l’esigenza di rivedere la terminologia alla luce di una più consapevole sensibilità verso i temi del razzismo, della parità di genere e di quanto con un termine ombrello viene definito correttezza politica. Per quanto riguarda il contesto europeo, il Common European Framework for Languages , evidenzia come gli stessi concetti di bilinguismo e di plurilinguismo siano cambiati e come una priorità dell’educazione linguistica sia quella dell’intercomprensione tra parlanti di lingue diverse. Aspetti che nella validazione dei termini esistenti e nella creazione di nuovi termini vanno adeguatamente considerati.
Nel contesto europeo un ruolo importante sono chiamati a svolgere i termini e gli elementi compositivi condivisi da un maggior numero possibile di lingue e culture. Il terminologo deve comunque fare i conti con accademie, associazioni, enti che, pur ponendosi come obiettivo quello di semplificare e democratizzare la comunicazione, non tengono nel dovuto conto la diversità dei destinatari e l’importanza che ha la comprensibilità internazionale della terminologia, e propugnano la proscrizione di interi registri linguistici, compresi quelli che sono in relazione alla “conoscenza delle lingue classiche, in particolare greco e latino, che possono rendere più facile apprendere le altre lingue” come sottolinea il punto 10 della Decisione N° 1934/2000/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio. Ad esempio, c’è una forte tendenza a eliminare gli eponimi con la motivazione che, ad esempio, nel linguaggio medico, fanno riferimento allo scopritore più che dare indicazioni e nozioni sulle patologie senza considerare che alcuni di questi termini non solo sono ormai noti e comprensibili al pubblico generale, ma a volte sono più accettabili degli equivalenti. Termini come mongoloide , mongolismo o mongoloidismo pur dando un’idea visiva degli effetti di questa patologia, risultano offensivi sia per il malato sia per gli abitanti della Mongolia. E’ perciò preferibile l’eponimo ‘Sindrome di Down’ (Down’s Syndrome). Va considerato comunque che Down, oltre ad essere il nome di uno scienziato, ha un suo significato che può essere interpretato negativamente per cui potrebbe essere preferibile usare il termine ‘trisomico’ per il malato e ‘trisomia’ per la patologia (la formazione di tre cromosomi al posto della ventunesima coppia). Per ragioni simili è da evitare un termine come ‘gargoilismo’ (gargoylism) che esalta le malformazioni provocate dalla malattia, il cui nome scientifico è ‘mucopolisaccaridosi’ (mucopolysaccharidosis ) ed è nota anche come ‘sindrome di Hurler’ ; in questo caso l’eponimo ha un valore eufemistico, come ‘sindrome di Alice’ (Alice in Wonderland syndrome ) ‘micropsia’, patologia oculare ; o come ‘sindrome di Lilliput’ (Lilliput syndrome ) per patologie collegate alla statura da cui anche ‘lillipuziano’ (lilliputian ), e per estensione ai rapporti tra Stati di diverse dimensioni ; ‘daltonismo’ (daltonism , dal nome dello scienziato John Dalton) è molto meno crudo dell’equivalente popolare inglese. colour blindness Ai fini dell’intercomprensione, gli equivalenti eponimici costituiscono una risorsa aggiuntiva e complementare ai corrispondenti termini tecnici, specialmente quando sono ampiamente diffusi e appartengono alla comune matrice storico-culturale : ‘pomo d’Adamo’ (Adam’s apple ) ; ‘sindrome di Caino’ (Cain Syndrome) in riferimento al biblico fratricida ; ‘tendine di Achille’ (Achillis tendon ) tendine calcaneare in riferimento al punto vulnerabile del mitico personaggio greco ; ‘taglio Cesareo’ (cesarean section or c-section ), in riferimento secondo la legenda alla nascita di Giulio Cesare ; ‘gallup’ (gallup poll ), dal nome dello statistico statunitense George Gallup ; ‘galvanizzazione’ (galvanization ) che richiama gli studi di Luigi Galvani e a cui sono connessi galvanizzare, galvanizzato, galvanizzante, galvanico  ; ‘sciovinismo’ (chauvinism), da Nicolas Chauvin, manifestazione eccessiva di nazionalismo da cui socialsciovinismo , sciovinista ; ‘pastorizzazione’ (pastorization ), dal chimico francese Louis Pasteur ; ‘machiavellico’ (machiavellian ) ; ‘vandalismo’ (vandalism ), in riferimento alle distruzioni operate dai Vandali, da cui anche ‘vandalico, vandalizzare’ (to vandalize ).
Per quanto riguarda la questione dell’uso degli eponimi e del dibattito in corso tra coloro che li ritengono utili e quanti invece li considerano poco trasparenti in relazione ai i concetti che denotano, un criterio che potrebbe in qualche modo conciliare le diverse posizioni è quello della comprensibilità e della diffusione internazionale, della fama dei personaggi e degli scienziati e della produttività e popolarità del termine. Eponimi come ‘mentore’ (dal nome della guida e consigliere di Telemaco, figlio di Ulisse) che ha equivalenti in molte lingue e anche derivati come mentorato o come mentoring, mentorate, mentee sono senz’altro utili e anche culturalmente interessanti ; mentor e i suoi derivati potrebbero essere utili sinonimi internazionali per termini come coach, coaching, trainer .
Un termine come ‘panico’ (panic ), da Pan ‘Dio dei boschi e dei canti’, è stato scelto dalla Commision Général de Terminologie et de Néologie per sostituire con panique bancaire, l’inglese banking run ‘ressa di clienti che corrono a ritirare il loro denaro’ ; una soluzione che conferisce a questo fenomeno una denominazione di maggiore trasparenza internazionale, più sintetica e più traducibile in altre lingue, come del resto il sinonimo inglese bank panic e l’italiano panico bancario .
‘Frankenstein’ ha dato luogo al neoconfisso franken - usato generalmente per denominare organismi geneticamente modificati la cui internazionalità è legata a Frankenstein, or, The Modern Prometheus , celebre protagonista del romanzo di Mary Shelley, uno dei motivi della sua produttività : frankenfoods, frankenbaby, frankentomato, frankenanimal, frankenfish, frankenphobia (Urban dictionary riporta una cinquantina di frankencomposti).
La validità dell’eponimia è testimoniata anche, ad esempio, dagli usi nell’ambito delle scienze tecnico spaziali di lagrange point, lagrangian point ; Cerberus ‘mitico guardiano dell’inferno’ è entrato a far parte del vocabolario informatico con il senso di sistema di temporizzazione hardware, dispositivo di controllo e di autenticazione, sinonimo più trasparente internazionalmente di watchdog, letteralmente cane da guardia, usato anche nel campo politico e delle istituzioni col significato di supervisore, comitato di controllo.
La tendenza alla sintesi della terminologia informatica è evidente anche nell’uso di macro come equivalente di ‘macroistruzione’, riducendo in tal modo le differenze fra le varie lingue europee (DA makroinstruktion, DE Makroinstruktion, EN macroinstruction , ES macroinstrucción , FR macro-instruction , PT macro-instrução, SV makroinstruktion o semplicemente makro , FI makrokäsky , NL macro-opdracht ) ; come si può osservare in termini quali macroistruzione interattiva o macrointerattiva, interactive macro, macrogeneration, macro call, macro library , in molti composti del vocabolario informatico, macro- assume il valore specifico di ‘macroistruzione’.
Le evidenti valenze internazionali dei confissi e dei neoconfissi estendono le potenzialità di intercomprensione e di trasferimento di competenze comunicative non solo a tutte le lingue neolatine ma anche a quelle delle altre famiglie linguistiche europee, al finlandese e all’ung’herese. Tuttavia, osservando, ad esempio, neologismi e recentismi nel campo delle ‘ciberfrodi’ (cybercrimes ) e della ‘cibercriminalità’ (cybercriminality ) si ha l’impressione che siano costruiti in modo da essere difficilmente traducibili e adattabili a sistemi linguistici diversi dall’inglese. Esempi eloquenti sono : boxing ‘furto di dati attraverso la sottrazione della carta o dell’estratto conto del titolare’ ; pharming , blend di pharmaceutical + farming , letteralmente produzione di farmaci da piante o animali geneticamente modificati, ‘manipolazione di indirizzi web’ ; phishing ‘furto di identità con acquisizione dei dati tramite email o siti internet civetta costruiti ad hoc’, derivato da to phish (variante di to fish , pescare) come il sostantivo phisher , registrati da vari dizionari europei, ad esempio il Treccani on line ; keylogger ‘programmi che permettono di spiare e archiviare tutto ciò che è stato digitato sulla tastiera (key)’ ; skimmer ‘apparecchio che ruba i dati sensibili contenuti nella banda magnetica delle carte’ ; wardriving (WAR : Wireless Access Revolution + driving ) ‘attività di intercettazione di reti WiFi, muovendosi a piedi o in automobile, per determinare l’esatta posizione della rete non protetta ed eventualmente pubblicarne le coordinate su internet’ ; whaling (lett. caccia alla balena) ‘tipologia di attacco informatico il cui obiettivo è di indurre le vittime a cliccare su allegati e indirizzi web che in realtà veicolano programmi pericolosi’ ; vishing ‘tecnica fraudolenta, evoluzione del phishing, utilizzata per ottenere informazioni personali e riservate con la finalità del furto d’identità o della frode creditizia’ ; sniffing ‘attività di intercettazione passiva dei dati che vengono trasmessi in una rete, attraverso l’utilizzo di programmi detti appunto sniffer’ ; trashing ‘raccolta di dati presenti sugli scontrini di pagamento delle carte di credito, che spesso vengono gettati dal proprietario’ ; smishing (SMS + phishing ) ‘uguale al vishing ma tramite l’invio di sms che invitano le vittime a collegarsi al link presente nel corpo del messaggio e a digitare credenziali di accesso o dati personali’ ; spam ‘posta indesiderata’ ; backdoor (porta, ingresso di servizio) ‘modalità di accesso secondaria che consente (di solito ad un amministratore di rete) di entrare in un sistema o in un programma per effettuare operazioni di monitoraggio e di controllo’.
Per alcuni dei neologismi poco trasparenti è possibile trovare un equivalente con un certo grado di comprensibilità internazionale. Ad esempio per backdoor si può proporre ‘accesso di servizio’. Per quanto riguarda wardriving i sostenitori del Plain Language sconsigliano l’uso di inizialismi e acronimi, tuttavia il primo componente del termine suggerisce l’idea di un attacco. Per un blend come smishing (SMS + phishing) si può trovare anche un equivalente italiano accettabile, ad esempio ‘messaggino fraudolento’, ma non è facile trovare un equivalente o creare un neologismo internazionalmente comprensibile. Per sniffing e sniffer c’è il vantaggio del fonosimbolismo che ne facilita la comprensione, l’acquisizione e la memorizzazione. Per altri come boxing c’è il problema dell’omonimia, comune a molte espressioni di questo specifico settore ; boxing fa pensare immediatamente al pugilato, e significa anche imballaggio, inscatolamento e, in edilizia, armatura. Anche l’origine di spam , attestato in campo elettronico dal 1994, è del resto controversa e le ipotesi sono varie, anche se l’antonimo ham (lett. prosciutto, posta elettronica gradita), una soluzione ingegnosa e piacevole, fa propendere per l’ipotesi che il blend nasca dalla fusione di spiced + ham , una valenza più internazionale potrebbero avere equivalenti come e-misappropriation , e-misapproprietor oppure gli iperonimi digital crime e digital criminal .
Un certo grado di trasparenza hanno termini come digital nomadism e digital nomad , chi usa le tecnologie informatiche per lavorare senza avere un ufficio o un domicilio stabile ; o dialogue box reso in italiano con ‘finestra di dialogo’, una finestra secondaria che consente di eseguire un comando, fornisce informazioni o pone una domanda all’utente. Per una maggiore trasparenza internazionale si potrebbe optare per dialogue container (iperonimo di box ).
Comunque, nei neologismi informatici si può osservare in generale una scarsa attenzione alla questione della comprensibilità internazionale, anche se la sostituzione di briefcase (‘valigetta’) con sync center (‘centro sincronizzazione’) è un segno positivo. In questo contesto si evidenzia la valenza internazionale e la ampia comprensibilità in ambito europeo di un termine come trojan horse , un caposaldo della mitologia europea che denomina concisamente , a volte col solo aggettivo ‘Trojan’, fenomeni del nostro tempo come dimostrano anche i termini Trojan box , Trojan container o Trojan worm . Il programma appartiene alla categoria dei malware che si annidano all’interno di un altro programma o in un file, in modo che l’utente, scaricando il file o installando il programma, esegua inconsapevolmente il virus ; e fa riferimento alla mitica storia del Cavallo di Troia che i greci, dopo aver assediato la città per lunghi anni, consegnano ai troiani come dono degli Dei. I troiani, credendo di aver vinto la guerra, portano fra le mura il cavallo senza sospettare che vi sono nascosti dei guerrieri greci che, durante la notte aprono le porte della città ai loro compagni che distruggono Troia.
Poco trasparenti sul piano internazionale sono anche hubmeter e hubodometer , strumenti montati sull’asse di un veicolo che misurano la distanza percorsa, in quanto hub (letteralmente ‘mozzo di una ruota’) è di origine oscura ; a differenza di altri congegni, tra cui ‘mobimetro’ (da mobilità + metron = misura), ‘odometro’ (dal greco hodōs = strada), ‘cronotachigrafo’ (chronotachygraph ), venuti in auge per una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente, riducendo il carico fiscale sulla proprietà e aumentando quello sull’uso, la velocità (tachi- ) e il chilometraggio dei veicoli da cui dipende il tasso d’inquinamento prodotto.
Negli ultimi anni i cambiamenti in campo lessicale hanno registrato una decisa impennata, come emerge dalla proliferazione di materiali lessicografici, dai continui aggiornamenti dei dizionari cartacei e online e dalla pubblicazione di dizionari di neologismi. Molte nuove parole sono alternative più o meno efficaci di parole già esistenti, che comunque illustrano la vivacità e la varietà dei processi creativi e il fatto che l’innovazione lessicale è un dato costante del nostro tempo. Alcuni termini hanno il pregio di una comprensibilità internazionale che li rende facilmente acquisibili e memorizzabili. Altri dimostrano semplicemente il gusto di coniare parole nuove e di esprimere sinteticamente concetti che richiederebbero una perifrasi : downlator e uplator , iponimi di escalator (‘scala mobile’) ; monochrome, sinonimo di boring ‘noioso’ ; phonesia , da telephone + amnesia, ‘the affliction of dialing a phone number and forgetting whom you were calling just as they answer’ ; telecrastination , blend di telephone + procrastination , ‘the act of always letting the phone ring at least twice before you pick it up, even when you’re six inches away’ ; peppier , ‘the waiter at a fancy restaurant whose sole purpose seems to be walking around asking diners if they want ground pepper’ ; frequency illusion , ‘the tendency to notice instances of a particular phenomenon once one starts to look for it, and to therefore believe erroneously that the phenomenon occurs frequently’ ; bleachorexic , affetto da bleachorexia , ‘an obsession with having one’s teeth whitened’ ; locavore , che si nutre solo di prodotti locali (‘locavoro’). Ma c’è una massa di parole e di termini nuovi di cui è importante che ogni lingua abbia un equivalente per evitare di dover adottare, non per necessità in quanto ogni lingua possiede le risorse per denominare qualunque nuova realtà ma per mancanza di una pianificazione terminologica, i termini di un’altra lingua senza una valutazione del loro potenziale di trasferibilità in ambito internazionale. Un modo pratico di tutelare la propria lingua materna è quello di valorizzarne gli elementi e le strutture comprensibili e facilmente trasferibili in altre lingue ; quello di valorizzare al massimo affissi e confissi di origine comune, gli elementi compositivi dotati di valenze semantiche e comunicative che li hanno resi adatti a sopravvivere e a superare barriere linguistiche, temporali e spaziali, e ad essere accolti in lingue diverse. Quando le parole della lingua di partenza utilizzano strutture lessicali internazionali è quasi naturale accoglierle e adattarle al sistema della lingua : radarclinometry, endoatmospheric, astroparticle, exoplanet, bioastronautics, cardiovascular deconditioning, stereolithography , si trasferiscono facilmente in italiano e in molte altre lingue.
La Commission Générale de Terminologie et Néologie, utilizzando radio in luogo di radar in radioclinomètrie e spatio in luogo di astro in biospationautique suggerisce modalità con cui si possono localizzare termini di altre lingue pur rispettando l’indice di trasparenza e diffusione internazionale delle componenti ; e nel creare gli equivalenti di termini inglesi, in alcuni casi accresce la comprensibilità internazionale sostituendo l’elemento locale del termine con uno più diffuso : la sostituzione di scatterometer (en) con diffusiomètre (fr), è una soluzione che non ha bisogno di essere raccomandata e che molti statali francesi accoglierebbero a prescindere dall’obbligo di utilizzarli « en lieu et place de termes étrangers ». Ma in altri casi la stessa commissione non tiene nel giusto conto il principio della comprensibilità internazionale. Ad esempio, metallized propellant è reso con propergol dopé, hypergravity con supersanteur, subgravity con sous-pesanteur, pressurization test con timbrage.
L’importanza degli elementi di origine classica emerge in tutta la sua evidenza se si prendono in esame repertori lessicali come l’Academic Word List, la Medical Word List, dizionari e glossari multilingui. Analizzando il Multilingual Glossary of Technical and Popular Medical Terms, ad esempio, si può notare come i termini tecnici siano costruiti prevalentemente con confissi di matrice grecolatina, e come gli equivalenti popolari – pur utilizzandoli ampiamente, al punto che in alcune lingue come l’italiano, l’inglese, il francese, le coincidenze si aggirano intorno alla metà – spesso sono perifrasi, definizioni e espressioni figurate, soprattutto metafore e metonimie che proprio per la loro natura di strutture marcate di una cultura specifica, non sempre sono comprensibili per i parlanti non nativi.
In una comunità multilingue, per quanto concerne la chiarezza e la precisione, è molto meglio dire Femur o Femoral Fractur piuttosto che tighbone fracture, considerando che l’aggettivo femoral ha un alto Indice di Diffusione Internazionale, così come è più accurato dire ‘nefropatia ipertensiva’ (hypertensive nephropathy) in luogo di ‘malattia renale dovuta ad alta pressione del sangue’. I confissi di origine greca potenzialmente hanno una diffusione internazionale più vasta di quelli di origine latina che sono i materiali da costruzione più congeniali per le lingue romanze. Questo è uno dei motivi per cui, ad esempio, nephrology ha più di 4.000.000 di occorrenze sulla rete mentre renology ne ha solo qualche migliaio o perché i dizionari inglesi alla voce renopathy fanno un rinvio a nephropathy e perché nephrologist ha più di un migliaio di occorrenze mentre renologist qualche centinaio. L’aggettivo renal, comunque, e i confissi reni- reno- hanno anch’essi un alto indice di diffusione internazionale, tra l’altro sono in relazione con un termine come ‘adrenalina’ (dall’inglese adrenaline, voce coniata dal giapponese J. Takamine, con il latino ad- + ren ‘rene’) presente in tutte le lingue europee con oltre 5.000.000 occorrenze sulla rete che costituisce un esempio di come un termine può acquistare un più ampio grado di internazionalità, di diffusione anche a livello popolare ed entrare a far parte del lessico quotidiano, anche del mondo giovanile, grazie al suo uso in album musicali e nei mass media, con una varietà di connotazioni che si riverberano su termini sinonimici e correlati, come ‘epinefrina’ di derivazione greca, ‘noradrenalina’ (blend di normale + adrenalina) e ‘norepinefrina’.
Per valutare e realizzare diversi gradi di comprensibilità internazionale allo scopo di ridurre al minimo i problemi traduttologici e lo sforzo di acquisire la terminologia di un’altra lingua sono anche utili alcune nozioni di linguistica. Per quanto riguarda l’inglese, in una prospettiva internazionale, vanno valorizzati gli aggettivi che sono generalmente di origine grecolatina diversamente dai nomi che sono in prevalenza di origine anglosassone.
Il sostantivo inglese liver, non ha generato aggettivi come del resto l’italiano ‘fegato’, ma entrambi possono avvalersi dell’aggettivo di origine greco latina ‘epatico’ (hepatic) come si può notare da termini quali ‘angiosarcoma epatico’ hepatic angiosarcoma, angiosarcoma of the liver ; ‘test di funzione epatica’ (hepatic function test) ; ‘test insufficienza epatica’ (hepatic insufficiency). Dal punto di vista della comprensibilità internazionale va tenuta presente l’esistenza di confissi come hepat- hepato-, ‘epatectomia’ (hepatectomy), ‘epatotossico’ (hepatotoxic), e –path, ‘naturopata’ (naturopath) e di termini con alto IDE come ‘epatite’ (hepatitis).
Brain concussion = ‘commozione cerebrale’ può essere sostituito con cerebral concussion ; l’utilizzazione dell’aggettivo in luogo del nome è confortata dall’esistenza di termini come cerebral contusion, cerebral haemorrhage, cerebral palsy lemmatizzati nei dizionari dell’inglese corrente. Cardiac può sostituire heart in molti contesti : cardiac frequency invece di heart rate e pulse rate, cardiac surgery invece di heart surgery. Dental può sostituire tooth dando luogo a termini come dental treatment, dental appointment, dental care, dental floss, dental paste. Vesical può sostituire bladder in unità terminologiche quali vesical examination, vesical infection, vesical disease, vesical vein, tutte con occorrenze sulla rete anche se in numero inferiore rispetto a bladder examination, bladder infection, bladder disease, bladder vein. I relativi confissi arricchiscono il numero di internazionalismi formando utili sinonimi delle perifrasi popolari : cerebrospinal (brain and spinal cord related), cerebrovascular (brain and blood vessel related) ; cardiomyopathy (chronic heart disease), malattia cronica che interessa il muscolo cardiaco ; trastorno crónico (que afecta al músculo cardíaco) ; cardioaortic, cardiogram ; vesicoureteral, vesicocervical, cystoscopy (sinonimo sia di vesical sia di bladder examination). Bladder comunque ha una trasparenza non solo endogena poiché fa parte di una famiglia lessicale che deriva dal protoindoeuropeo dhle- col significato base di gonfiare ‘blow up’ e della quale fanno parte anche blast, belly, billow, bole, bloat, bulk, bull, blister, bolster, nonché numerosi termini di altre lingue europee che utilizzano le valenze fonosimboliche del nesso ‘bl’ e della variante ‘pl’. Gli aggettivi insieme ai confissi sono una grande risorsa ai fini dell’internazionalizzazione delle singole lingue e della realizzazione di convergenze in ambito eurolinguistico.
La conoscenza delle eurofamiglie lessicali, dei confissi e degli affissi condivisi da molte lingue europee consente di estendere il concetto di competenza plurilingue e pluriculturale a diversi gradi e livelli di abilità nella comprensione e nell’uso dei linguaggi specialistici di più lingue europee. Il possesso e la certificazione di competenze linguistiche anche parziali e di competenze terminologiche specifiche costituisce un passo importante verso la realizzazione di un plurilinguismo sostenibile e funzionale a obiettivi sia professionali sia culturali. In questa prospettiva la terminologia può essere di grande aiuto ai fini della intercomprensione nel contesto eurofono ; in particolare, se nella indicazione dei termini preferenziali e nella creazione di nuovi termini si dà maggior valore a elementi comuni che non fanno parte esclusivamente dei registri tecnico-scientifici e colti, ma sono anche componenti di parole di uso corrente e di ampia diffusione di cui tutte le lingue europee hanno una dotazione più o meno consistente. Per quanto riguarda le valenze europee di una lingua composita come l’inglese, i sostantivi del lessico di base sono generalmente di origine germanica mentre gli aggettivi sono in prevalenza di origine classica. Ad esempio, ophthalmic, optical, optic e ocular hanno simili valenze denominative di base e si differenziano quasi esclusivamente nelle collocazioni fisse. Il Merriam Webster dà le seguenti definizioni : Ophthalmic : 1. of, relating to, or situated near the eye ; 2. supplying or draining the eye or structures in the region of the eye <ophthalmic artery> ; Ocular : 1. done or perceived by the eye <ocular inspection> ; based on what has been seen <ocular testimony> ; 2. of or relating to the eye  ; resembling an eye in form or function. Un approfondimento mediante la rete degli esempi addotti rispettivamente per ophthalmic e ocular rivela che ocular artery ha un buon numero di occorrenze, e lo stesso vale per ophthalmic inspection, ophthalmic testimony e ophthalmic muscles. Segno evidente che nella comunicazione reale le collocazioni dei due aggettivi sono abbastanza flessibili e sia il termine di origine greca che quello di origine latina hanno un notevole grado di intercambiabilità per quanto riguarda la possibilità di sostituire specialmente nella comunicazione traslinguistica il sostantivo eye quando ha la funzione di modificatore di un nome. Il Webster registra anche numerosi confissi tra cui ophthalm-, ophthalmo- (ophthalmotomy, ophthalmalgia) ocul-, oculo- (oculomotor, oculoauditory, oculofacial) -ops, -opses, -opia, -opy, -opies, -opsia, -opsy, -opsis, che formano parole collegate al concetto di visione traducibili e comprensibili in molte lingue europee. La disponibilità di elementi compositivi di origine diversificata ma riconducibili alla matrice indoeuropea e accessibili ai parlanti di molte lingue europee, grazie alle loro connessioni con parole di uso corrente e alla loro appartenenza a eurofamiglie lessicali, moltiplica le possibilità di intercomprensione. Ocular, con circa dieci milioni di occorrenze sulla rete, ha un alto IDE ed è presente in molte lingue europee (inglese, italiano, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, ceco, croato, danese, finlandese, lettone, polacco, rumeno, serbo, svedese, turco, ucraino, ungherese). Ocular è anche una componente di parole di uso comune e di ampia diffusione come il sostantivo binoculars (‘binocolo’). Il confisso oculo- è utilizzato anche per alcuni neologismi delle scienze aerospaziali : oculovestibular reflex, vestibulo-ocular reflex (riflesso oculovestibolare), oculogyral illusion (illusione oculogira) oculo-cerebro-renal syndrome (sindrome oculocerebrorenale) oculogravic illusion (illusione oculogravitaria). Tra gli indicatori collaterali di internazionalità va considerato il fatto che, ad esempio, il Webster’s Online Dictionary elenca numerose espressioni, discipline accademiche, pubblicazioni, articoli di giornale, che usano l’aggettivo ocular e i suoi sinonimi : optic, optical, opthalmic, ophthalmic. Il terminologo ha pertanto diverse possibilità di avvalersi di sinonimi ed equivalenti dei termini esistenti con ampia comprensibilità internazionale e di creare neologismi quando lo ritiene utile. Tenendo presente che i confissi greci sono meno connotati dal punto di vista dell’identità linguistica rispetto a quelli latini che fanno riferimento specificamente alle lingue romanze, il terminologo può indicare ai traduttori, agli interpreti, agli specialisti e a chiunque abbia interesse per la nomenclatura una varietà di termini da usare a seconda dei contesti e dei destinatari della comunicazione.

La ricerca documentale facilitata da internet permette di individuare una varietà di denominazioni per lo stesso concetto consentendo non solo di poter scegliere i termini più adatti ai diversi contesti comunicativi – e per quanto concerne gli obiettivi di questo studio per quelli con un indice elevato di comprensibilità e di diffusione internazionale – ma rende anche disponibili componenti utili alla creazione di nuovi termini con valenze internazionali.
Tra gli equivalenti inglesi di fotopsia reperibili nei documenti figurano : eyeflash, ‘arc-eye’, welder’s eye, photophthalmia, photopsia ; i più adeguati ai fini della diffusione e comprensibilità internazionale sono quelli di origine greca, ma in questo caso può essere utile avanzare una proposta neologica aggiungendo nella scheda, tra i sinonimi internazionali, anche ocular flash. La ricerca nella rete rivela che questa unità terminologica è già in uso e ha un certo numero di occorrenze, confermando l’opportunità della scelta.
Per quanto riguarda i termini lemmatizzati si possono valutare diversi gradi di internazionalità, ad esempio tra eye damage, eye injury, eye lesion, quest’ultimo è da indicare come termine preferenziale, ma un approfondimento sulla rete evidenzia anche che si può avanzare una proposta neologica, ad esempio ocular lesion, la cui validità è confermata dalla presenza di oltre 10.000 occorrenze. Lesion ha un alto IDE (oltre quindici lingue europee) e un suo indicatore collaterale di internazionalità è la presenza nelle liste di parole e di collocazioni di uso frequente. Analogamente, al termine eye protection si possono affiancare ocular protection o ophthalmic protection, che hanno meno occorrenze sulla rete ma sono più comprensibili sul piano internazionale, e a fianco dei termini eye-wash bottle e irrigation bottle si può aggiungere ocular-wash bottle anche se non ha occorrenze sulla rete.
Se in un corpus di articoli scientifici inglesi sulle sostanze nocive vengono usati harmful substance e noxious substance, dopo aver valutato il livello di equivalenza, in contesti internazionali è utile suggerire l’uso del secondo, in quanto noxious ha un alto indice di diffusione e di trasparenza internazionale.
Seguendo un procedimento analogo è opportuno dare la preferenza a noxious agent e a noxious effect come sinonimi internazionali (presenti nella rete) di harmful agent e di harmful effect ; e noxious noise, come sinonimo internazionale di harmful noise, considerando che tra l’altro ha un numero di occorrenze più elevato, probabilmente grazie alla sua struttura allitterante. La componente estetica, come fattore di affermazione sul piano internazionale di un termine o di un’unità terminologica, non va sottovalutata. Ad esempio, tra i sinonimi dell’italiano ‘stretta creditizia’ : credit crunch, credit tightning e credit squeeze, il primo è quello che ha un numero notevolmente più alto di occorrenze anche per la presenza dell’onomatopea crunch rafforzata dalla ripetizione del nesso fonico ‘cr’. Anche in questo caso la decisione della Commission Générale de Terminologie et Néologie di sostituirlo con ‘resserrement de crédit’ è di fatto una localizzazione del termine, poco competitiva però internazionalmente.
Usando la rete come un immenso corpus elettronico in costante sviluppo si possono trovare diversi indicatori che facilitano sia la scelta di termini con un alto indice di diffusione e trasparenza internazionale sia la creazione ragionata di nuovi termini. Nel caso dell’inglese, la tipologia delle soluzioni onomasiologiche è anche in relazione alle sue numerose varietà e ai contributi dei parlanti non nativi che ormai superano di molto quelli nativi.
Mettere a confronto sinonimi con diverso grado di diffusione e trasparenza internazionale consente anche di individuare elementi compositivi e strategie onomasiologiche per creare termini meno opachi internazionalmente e più comprensibili per i parlanti non nativi. Rispetto agli equivalenti inglesi di acutezza uditiva : hearing acuity, hearing sensitivity, auditory acuity quest’ultimo è da preferire per la sua maggiore comprensibilità internazionale e anche per la sua struttura allitterante. Analogamente, audiometric test (esame audiometrico) è da preferire in contesti internazionali a hearing test, e audiometry chamber (camera audiometrica) a audiometric test room. Tra gli indicatori primari di internazionalità va considerato il fatto che il Merriam Webster elenca tra i confissi audio-, audi-, audito- ; e l’esistenza di discipline e di specializzazioni come audiometry, audiometrist, audiology, audiologist, che costituiscono utili indicatori collaterali. Tra i sinonimi ‘stress da calore’, ‘carico dovuto al calore’ e ‘stress termico’, l’ultimo è quello che ha una maggiore comprensibilità sul piano internazionale e lo stesso vale per i rispettivi sinonimi inglesi heat stress, heat load e thermal stress, in considerazione anche del fatto che stress è un internazionalismo di ampia diffusione e che termico e thermal hanno un IDE molto alto e sono in relazione con confissi lemmatizzati come therm-, -thermia, -thermos, discipline come ‘termodinamica’ (thermodynamics) e internazionalismi come ‘termonucleare’ (thermonuclear), ‘termometro’ (thermometer), ‘termostato’ (thermostat) e non in ultimo l’utile thermos. ‘Shock termico’ è più comprensibile internazionalmente dei suoi sinonimi ‘colpo di calore’, ‘sincope da calore’, così come thermal shock lo è rispetto a heatstroke e heat syncope. Anche ‘shock’ è un internazionalismo utilizzato correntemente, che in italiano ha generato termini come scioccante, scioccato, sciocchizzante. L’approfondimento sulla rete e su testi specialistici conferma che heat può essere sostituito da thermal anche in heat acclimatisation (acclimatazione al calore), heat tolerance (tolleranza al calore), heat stress index (HSI ; indice di stress da calore), heat exhaustion, heat collapse, heat prostration (esaurimento, collasso, prostrazione da calore), heat-protective clothing (indumento di protezione termica) e in molte altre unità terminologiche.
Gli equivalenti inglesi lemmatizzati di inquinamento atmosferico sono air pollution, air contamination e atmospheric pollution. Sembra quindi logico proporre come sinonimo internazionale atmospheric contamination che registra numerose occorrenze nella rete, oltre al fatto che alla voce atmosphere dell’Oxford Advanced Learner Dictionary (2005) figura tra gli esempi pollution of the atmosphere e tra gli esempi dell’aggettivo relativo figurano atmospheric pollution e atmospheric pressure. Inoltre, atmospheric fa parte di un’ eurofamiglia lessicale che include parole con alto IDE come ‘atmosfera’ (atmosphere) e vari confissi tra cui atmo- (inglese atm- e atmo-) e sfero-, -sfera (-sphere, sphaer-, sphaero-, spher-, sphero-).
Confissi come –condria (-chondria) e condro- (chondro-), relativi alle cartilagini, si avvicinano alla conoscenza media dei parlanti europei attraverso parole ad alto IDE come ‘ipocondria’ (hypochondria, da hypo + chondros ‘cartilagine’) e ‘ipocondriaco’ (hypochondriac). Infiammazioni e degenerazioni dell’ipocondrio, parte dell’addome sottostante le cartilagini delle costole, provocano sintomi che possono far pensare a gravi malattie degli organi interessati da cui il senso di preoccupazione ansiosa, organicamente senza fondamento, sulla propria salute. La produttività del confisso è testimoniata da neologismi come ‘cibercondria’ (cyberchondria ), condizione in cui si trova chi naviga su internet alla ricerca spasmodica di informazioni su problemi medici spesso immaginari, e ‘cibercondriaco’, (cyberchondriac ) internauta che si auto-diagnostica malattie dopo averne letto su Internet. In ogni caso lo sforzo mnemonico per acquisire il confisso ‘-condro-’ è ripagato dalla possibilità di interpretare e memorizzare gli oltre 50 termini che lo contengono da ‘condrale’ (chondral) a ‘osteocondrite’ (osteochondrithis) a ‘sincondrosi’ (synchondrosis ). Per una patologia come la ‘costocondrite’ (costochondritis ) anche il confisso costo- , in inglese cost-, di origine latina, è di ampia diffusione internazionale e facilmente riconoscibile mediante la connessione con il termine geografico ‘costa’, in inglese coast , che è in relazione metaforica con il termine anatomico. Tra gli indicatori collaterali di diffusione internazionale, ci sono anche alcuni siti dedicati alle patologie delle cartilagini.
Per confissi opachi e di origine sconosciuta come ad esempio xanto- , in inglese xantho-, che significa giallo, e a cui si deve la colorazione gialla di piante, frutti, sostanze e organismi, valgono altre valutazioni ; innanzitutto il numero e la tipologia dei termini in cui ricorre il confisso, la sua diffusione internazionale ed eventuali dati che possono arricchire la nostra conoscenza o la nostra cultura.
I due primi dati giustificano lo sforzo anche mnemonico di acquisire il confisso, quantomeno per chi si occupa di terminologia scientifica. Ad esempio, incontrando un termine come ‘xantopsia’ (xanthopsia ), una volta che si è memorizzato il significato del confisso, si può facilmente intuire che si tratta di un disturbo della visione per cui gli oggetti appaiono gialli, mentre il suo antonimo axanthopsia indica un disturbo della vista in cui la retina non reagisce al giallo e si può comprendere che la ‘xantofilla’ (xantophil ), sul modello della più nota ‘clorofilla’ (cloro + phil ‘foglia’), è un pigmento giallo nel caso specifico derivato del carotene, presente nelle parti verdi delle piante, nei petali di certi fiori, in alcuni organi e organismi animali, nel mais e nel tuorlo d’uovo. Le xantofille sono altri derivati del carotene come la ‘criptoxantina’ o la ‘zeaxantina’. Per quanto riguarda gli aspetti culturali, il termine è in relazione con alcuni toponimi tra cui il
L’internazionalizzazione della terminologia attraverso l’utilizzazione e la promozione di sinonimi lemmatizzati o presenti nella rete o mediante neologismi creati ad hoc utilizzando affissi, confissi e altri elementi di ampia diffusione, risponde a diverse finalità tra cui quelle di : facilitare l’intercomprensione e le attività di mediazione, ridurre al minimo lo sforzo di acquisire il vocabolario di un’altra lingua e di motivare i parlanti europei ad approfondire la lingua materna e ad apprezzarla come fonte primaria di competenze linguistiche, metalinguistiche e denominative. A questa esigenza si lega anche l’utilità di verificare quali tra i processi di formazione di parole sono più diffusi, condivisi e condivisibili a livello europeo e internazionale. Osservando i neologismi entrati a far parte della lingua italiana suggerimenti utili derivano da un processo che si può definire neoconfissazione, da forme di blend che mettono insieme parole e parti di parole di origine e provenienza diversificata, che prefigurano la formazione di neoconfissi, esemplificato da termini come risto-book, ristobar, ristobio, ristotram, ristodance, risto-dance-bar, risto-disco, indicatori abbastanza trasparenti di esigenze variegate riconducibili a un modo nuovo di concepire e di vivere il tempo libero conciliando diversi momenti e aspetti della quotidianità.
Interessanti indicatori di cambiamenti che riguardano le varie sfere della realtà, sono alcuni confissi e neoconfissi inglesi che si segnalano per un elevato grado di internazionalità e di flessibilità nell’aggregarsi a componenti di varia origine :
-ware lemmatizzato nel Concise Oxford English Dictionary (2006) come combining form, la cui diffusione si deve probabilmente anche alla difficoltà di trasferire in altre lingue termini come hardware e software che ha favorito la creazione di numerosi derivati in ambito informatico (malware, careware, retroware, spyware, ransomware, freeware, payware) ma anche in altri campi (warware, psychedelicware, treeware, missionware, abandoware) ;
-fare un cui recente derivato è workfare , una forma di welfare in cui l’assistito deve svolgere una qualche attività ; un equivalente potrebbe essere ‘welfare attivo’ o ‘assistenza sociale attiva’, comprensibile e trasferibile agevolmente in altre lingue ; peacefare , un termine che ci si augura possa diventare sempre più frequente e popolare e possa entrare a far parte del nostro universo quotidiano e che già conta numerose occorrenze (quasi ventimila) anche se decisamente inferiori al suo antonimo warfare.
-ceutical in relazione a farmaci che recano benefici dal punto di vista dell’estetica e della qualità dell’alimentazione : cosmeceutical, nutraceutical, nutriceutical, skinceutical, beautyceutical, vegeceutical ;
ov-, ovo- : ovo-lacto, ovolactovegetarian, ovococcus, ovocyte, ovogenesis, ovoglobulin, ovocon (marchionimo di un contraccettivo) ;
-aholic –oholic, con un significato molto vicino a quello di ‘maniaco’ (maniac) : blogaholic, googleholic, wikiholic, danceaholic, cleanaholic, chocoholic, workaholic ;
-gate , col senso di scandalo : watergate, bananagate, Koreagate ; condo-, abbreviazione di condominium : condocrime, condoinvestigation, condokiller, condosafety ;
-stan, con il significato di “area multietnica” : Londonstan, Parigistan, Berlinistan, Bruxellistan, absurdistan (il paese più stravagante del mondo) ;
agro- e ag- : stagflation, stagdeflation, agflation, agroflation, agriflation, agdeflation, che scandiscono momenti del percorso e dell’andamento delle politiche agricole e sul contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari ;
-thon, da ‘maratona’ (marathon) dal nome della città dalla quale il messaggero corse senza mai fermarsi fino ad Atene per annunciare la vittoria sui Persiani : telethon, walkathon, radiothon.
Un ruolo particolarmente attivo nell’internazionalizzazione della terminologia è affidato a processi quali l’affissazione e la composizione ibrida, la fusione (blending) e il troncamento (clipping). Riducendo gli elementi compositivi dei termini e mettendo insieme quelli più affini tra le lingue, senza atteggiamenti puristici o sciovinistici, ma prendendo spunto da una realtà in cui tutti i processi onomasiologici, antichi e moderni, tutti i mezzi possibili e potenziali sono da mettere a frutto ai fini di rendere più funzionale e internazionale, più neutrale e politicamente corretta la comunicazione, utilizzando il massimo dei materiali lessicali comuni :
Ombudsperson variante politicamente corretta di ombudsman (da un antico termine scandinavo significante ‘difensore civico’) che si avvicina al migliaio di occorrenze nella rete, sul modello di anchorperson, businessperson e chairperson. L’inglese con il suo lessico prevalentemente monosillabico ha un certo vantaggio come mostrano termini affermati quali camcorder (video CAMera reCORDER) e neologismi quali digitalphotocam e cyberphotocam, cylab (cyber security + laboratory) facilmente traducibili in altre lingue e può costituire un punto di riferimento per la produttività e la varietà delle abbreviazioni. Inoltre, grazie ad un processo come la transcategorizzazione (conversion) può ampliare notevolmente la funzionalità delle metafore e delle metonimie verbizzandole, aggettivizzandole o sostantivizzandole senza alcun limite. Si pensi a crocodile, to crocodile (we crocodiled to the Church), crocodiling, crocodilian, o al percorso di un sostantivo come mob (‘folla tumultuante’ dal latino mobile vulgus), al verbo to mob (‘assalire, attaccare’), a mobbing , e ai suoi derivati italiani ‘mobbizzare, mobbizzante, mobbizzato, mobbizzazione, mobbizzatore’ utilizzati anche nella documentazione scientifica sull’argomento ; o al sostantivo google , che non vuol dire soltanto ‘una ricerca su google’, ma anche ‘occhiata’ (I took a google round the room), ‘numero di occorrenze’ (the term mobbing has 3.530.000 googles), al verbo to google (fare una ricerca, trovarsi su internet) ;; elemento compositivo megagoogle, googlish, googlicious, googleghost, google-proof (attraente e piacevole).
Attribuire un ruolo prioritario a una varietà di quozienti di comprensibilità e di trasparenza internazionale, non solo di carattere quantitativo, richiede un’attenta osservazione e valutazione di ogni termine in relazione alle ricadute che ha sul valore descrittivo e denotativo ma anche sulle connotazioni e altri aspetti da considerare caso per caso. Tali procedure, anche se complesse e laboriose, costituiscono un passo importante verso l’obiettivo di rendere possibile a parlanti di lingue diverse di comunicare tra di loro anche su temi specialistici e di facilitare i compiti dei mediatori, dei traduttori e degli interpreti. Il principio di comprensibilità internazionale deve coinvolgere anche gli adattamenti che ogni lingua può apportare ai termini che accoglie dalle altre, nel senso che debbono essere limitati e essenziali. La terminologia può dare un forte contributo per far conoscere meglio ad ogni cittadino la dimensione interculturale della propria lingua e le sue potenzialità eurocomunicative, per arricchire i registri europei delle lingue dell’UE e per realizzare un registro comune europeo per la comunicazione internazionale.
Il trasferimento delle conoscenze sta acquistando crescente importanza e richiede all’attività terminologica una varietà di forme di sostegno per ridurre la polisemia interlinguistica per migliorare la gestione e la circolazione dei saperi, un aspetto di valore sociale, culturale e politico.
E’ importante valorizzare tutte le possibilità che le lingue offrono di accrescere le convergenze, che possono ottimizzare la comunicazione del futuro, e di attenuare e ridurre le divergenze, che possono ostacolare o impedire l’intercomprensione. Valenze internazionali sono disseminate in tutti in processi onomasiologici. Nelle metonimie topografiche come Schengen, Bologna, Kyoto e i suoi derivati che descrivono efficacemente le varie posizioni in merito al tema del riscaldamento globale : ‘kyotoscettico’ (kyotoskeptic ), ‘kyotoscetticismo’ (kyotoskepticism), ‘antikyoto’ (antikyoto ), ‘prokyoto’. Nelle metafore zoologiche quando si utilizzano animali le cui denominazioni hanno ampia diffusione : ‘asino’ (ass), ‘alligatore’ (alligator), ‘bufalo’ (buffalo), ‘coccodrillo’ (crocodile ), ‘elefante’ (elephant ), ‘jumbo’, ‘gatto’ (cat ) ‘iena’ (hyena ), ‘caimano’ (caiman ), ‘camaleonte’ (chamaleon ), ‘dinosauro’ (dinosaur ), ‘verme’ (worm ). Ad esempio, un’unità terminologica come wireshark , un software per analisi chiamato anche packet captures o packet sniffer , oppure snailmail (la posta tradizionale) potrebbero essere intercambiati, ripsettivamente con wirecaiman o wirealligator , con turtlemail o tortoisemail o ‘posta tartaruga’ e avere analoghe valenze semantiche e denotative e una più alta comprensibilità internazionale. Le schede terminologiche debbono contenere dati e indicatori che consentano di valutare tra i termini esistenti quelli più trasparenti e più comprensibili a livello europeo e internazionale.
Le lingue europee possiedono un patrimonio inestimabile di vocaboli comuni, radici, confissi, affissi, che costituisce una risorsa di grande valore per l’intercomprensione e la costruzione di un registro europeo e internazionale la cui realizzazione sarebbe un grande passo avanti verso la parità di diritti e doveri degli eurocittadini. La sua consistenza è in relazione alla capacità individuale di cogliere le connessioni tra la lingua materna e altre lingue, anche non conosciute o studiate.
Se si limita il campo ai soli confissi si può affermare che la dotazione media di molte lingue europee si aggira intorno alle 2000 unità : il numero di combining forms di origine greca e latina elencate dal Merriam Webster, ognuna delle quali una volta conosciuta nelle sue valenze semantiche consente di consolidare e accrescere la competenza ricettiva, la capacità di inferenza, la capacità di interpretare i neologismi e creare nuovi termini.
La terminologia può svolgere un ruolo molto importante nell’esemplificare come si può valorizzare questa preziosa dotazione di europeismi, elaborando e mettendo a punto strumenti atti a facilitare sia il trasferimento delle conoscenze specialistiche da una lingua all’altra sia la comunicazione interlinguistica.
Nell’usare i termini esistenti e nel creare quelli nuovi, non si può non tenere conto dei processi di internazionalizzazione che interessano tutti gli aspetti della realtà e pervadono in modo crescente l’universo quotidiano di ogni persona sollecitando bisogni comunicativi ai quali un registro linguistico, un livello d’uso internazionale può contribuire a dare una risposta .
In particolare bisogna innovare la terminologia della lingua materna nella quale sono disseminate quelle radici, quei confissi quegli affissi che essendo comuni alla maggior parte delle lingue europee sono anche una garanzia di democrazia linguistica, un presupposto per la creazione di uno strumento di comunicazione relativamente neutrale, un livello d’uso europeo, formatosi con il contributo di tutte le lingue europee senza distinzioni in base al numero dei parlanti o alle caratteristiche socioeconomiche dei Paesi Membri.
Un primo passo può essere quello di inserire nelle schede terminologiche dati e indicatori che consentano ai traduttori e agli interpreti e agli studenti di traduzione di valutare, tra i termini esistenti, quelli più trasparenti e più comprensibili a livello europeo e internazionale :

  • Indice di Diffusione Europea (IDE), il numero di lingue dell’UE in cui il termine presenta variazioni minime e non rilevanti ai fini della comprensione.
  • Indice di Diffusione Internazionale (IDI).
  • Indice di Trasparenza e Comprensibilità Internazionale (ITCI), valutabile in base alla presenza, tra le componenti dei termini, di confissi, elementi, affissi che appartengono a eurofamiglie lessicali ; al numero di occorrenze nella rete e in repertori lessicali quali la Academic Word List ; alla diffusione internazionale dei processi di creazione dei termini.

Inoltre indicare un sinonimo internazionale per la lingua di partenza e un equivalente internazionale per quella di arrivo, da affiancare ai termini locali o popolari meno comprensibili a livello internazionale.

Avanzare una proposta neologica in mancanza di sinonimo o di equivalente internazionale. Essere attrezzati per la comunicazione internazionale è per tutti un’aspirazione e un obiettivo encomiabile, ma per i cittadini dell’UE è un diritto e un dovere inderogabile ai fini della parità di opportunità e della costruzione di una comunità autenticamente democratica.
Una terminologia che vuole essere chiara per gli europei e per chi viene e vive in Europa e che vuole parlare dell’Europa e degli europei con il resto del mondo, deve basarsi principalmente sulle risorse verbali condivise, condivisibili, esistenti e potenziali di tutte le lingue europee ; deve operare in una prospettiva che vede termini del glossario europeo quali acquis o flexicurity come esempi da seguire ; termini come consensus building o breathalizer come termini da europeizzare modificando o sostituendo qualche componente : consensus construction, alcohol analyzer ; e che vede termini come breastfeeding o dumping, pur apprezzandone le qualità espressive e affettive, con termini da intercambiare nella comunicazione internazionale con altri più facilmente trasferibili in altre lingue, ad esempio mamnutrition o hypopricing (‘ipoprezzamento, ipoprezzatura’) o subpricing (‘sottoprezzamento, sottoprezzatura’) ; a buon diritto, strutture e materiali da costruzione di un europese per la comunicazione nell’ambito dell’UE e di un registro linguistico universale grazie al quale interloquire in vaste aree del mondo.


BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA

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